Le special population sono delle categorie di pazienti che si differenziano dalla media per via di età o disturbi specifici. Di conseguenza l’attività di farmacovigilanza risulta più complessa nei loro casi. Se è parlato alla terza edizione di European Pharmacovigilance Congress. Ecco cosa ha riportato Giovanni Furlan, Safety Risk Lead e Director presso Pfizer, sui pazienti geriatrici.

I pazienti geriatrici, specialmente dai 75 in su, reagiscono in maniera differente rispetto ai pazienti appartenenti alla fascia d’età media. Questo è dovuto a farmacocinetica e farmacodinamica diverse e alla presenza di molteplici di disturbi legati all’età e di conseguenza il maggior numero di farmaci assunti che causano un aumento del rischio di reazioni avverse causate da interazioni.

È stato inoltre riscontrato che i pazienti con condizioni geriatriche, come, per esempio, delirio, cadute, sincope o incontinenza urinaria, hanno un maggiore rischio di reazioni avverse con conseguente aumento del rischio di peggioramento delle condizioni geriatriche preesistenti.

Gli studi hanno dimostrato che negli anziani la polifarmacia è associata a una scarsa aderenza ai farmaci che aumenta il rischio di ricoveri, peggioramento delle malattie e morte. Le diverse aspettative che i pazienti anziani hanno dall’assunzione di farmaci è uno dei principali motivi della non aderenza. Per loro infatti è più rilevante avere una qualità di vita migliore, piuttosto che un prolungamento della stessa.

Tuttavia, gli studi clinici dei farmaci vengono effettuati su un campione di persone di fascia media, tendendo a escludere gli elderly, questo per via di dubbi sul reale beneficio del trattamento o per via condizioni bloccanti da parte del paziente come difficoltà ad accedere al centro di prova per via di barriere logistiche o disabilità fisica o mancanza di informazioni sulla disponibilità della sperimentazione clinica.

Alcune proproste per migliorare l’aderenza agli studi potrebbero essere fornire trasporto e/o alloggio, coinvolgimento della famiglia nel processo di consenso informato, semplificazione del consenso informativo, implementazione di comunicazione faccia a faccia, abolire i criteri di esclusione che non consentono l’iscrizione delle persone anziane includendo le strategie di approccio al farmaco lente e graduali.

In conclusione si può affermare che se le reazioni avverse e le aspettative di benefit di un determinato farmaco sugli anziani, sono diverse rispetto dalla popolazione generale, è bene fare valutazioni separate per rapporto rischio/beneficio e attuare attività di farmacovigilanza post-marketing ed eseguire un rilevamento del segnale separato per questa precisa categoria.